Pierucci en Italie

Titolo Il destino non c'entra Autore Ferrari Marie-Hélène Prezzo di copertina €16,50 Dati 2011, 222 p., brossura Editore Lantana (Collana Le stelle) TRAMA: Stufo di occuparsi dei soliti pettegolezzi, costretto a misurare ogni passo per non infastidire il boss locale, il commissario di polizia giudiziaria Armand Pierucci - magnetismo da dobermann e stazza da bulimico - sogna di lasciare Bonifacio, dove le lingue corrono più dei fatti. Ma stavolta Pierucci ha a che fare con un vero caso, e tutt'altro che semplice. Una sera come tante Marie-Savéria aspetta invano che suo marito rincasi ubriaco dal consueto giro dei bar: Paul-Frangois è stato ucciso a colpi di pistola da due motociclisti lungo la Marina. La donna è sconvolta, non tanto per la perdita di un amore già sfiorito, ma perché convinta che quella morte sia del tutto insensata. Paul-Frangois era un incapace, un fallito, e nessuno avrebbe avuto motivo di ucciderlo. Senza volerlo, deve essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma la testardaggine di Marie-Savéria e la tenacia di Pierucci apriranno la strada alla soluzione. No, Paul-Frangois non ha rubato la morte di un altro. Questa volta, il destino non c'entra.

 

IL DESTINO NON C’ENTRA, MARIE-HÉLÈNE FERRARI Un’indagine poliziesca dalla Corsica Diventa sempre più affollato il palcoscenico su cui recitano i commissari di polizia: l’ultimo arrivato è corso, si chiama Armand Pierucci ed è il commissario di polizia giudiziaria di Bonifacio. “Il destino non c’entra”, pubblicato dalla casa editrice Lantana, è il primo della serie scritta da Marie-Hélène Ferrari con Pierucci come protagonista. Pierucci e la Corsica, quest’isola che sembra la sorella trascurata della Sardegna con cui condivide un’antichissima storia megalitica, moltissimo tempo prima di essere contesa tra Pisa e Genova, per diventare definitivamente, e a lungo, colonia genovese fino al secolo XVIII quando passò alla Francia, non senza insurrezioni e ribellioni e un breve periodo di indipendenza. Dell’antico assoggettamento a Genova affiorano, nel romanzo di Marie-Hélène Ferrari, tracce di rancori ereditati nei geni e soprattutto rimasugli di dialetto genovese che contribuiscono al colore del libro. Il caso: due uomini in motocicletta uccidono l’uomo che noleggia le barche per le escursioni in mare. Poi sparano anche a Paul-François che è appena uscito dal bar della Marina, barcollante e ubriaco come al solito. Qualcuno dice di aver sentito i due motociclisti imprecare in siciliano. Mafia? Un crimine da resa dei conti? E’ stato ucciso per sbaglio, Paul-François, perché si trovava nel posto sbagliato nel momento sbagliato? Forse, invece, era anche lui una vittima predestinata, perché la moto ha deviato per ucciderlo. Marie-Savéria, la vedova di Paul-François, è affranta, nonostante che il marito fosse un ubriacone che riusciva a tenersi il posto di lavoro alla camera di commercio per miracolo. Già, come faceva poi, Paul-François a mantenere anche un’amante? La povera Marie-Savéria, ingenua, onesta, pronta a battersi per i suoi due bambini, scopre a poco a poco di non aver affatto conosciuto suo marito. Di Laetitia, l’amante, sapeva, come sapeva tutto il paese, ma dei traffici in cui era coinvolto Paul-François non immaginava proprio nulla. Da quando Marie-Savéria trova- per caso, dentro un vaso che si rompe- un anello con un diamante nero da favola, le scoperte si succedono, una dietro l’altra, una peggio dell’altra. E, se il povero Paul-François fosse ancora vivo, scoprirebbe anche lui qualcosa del tutto insospettato. I crimini che arricchiscono sono più o meno simili in tutti i paesi. Quello che differenzia un romanzo di indagine poliziesca dall’altro è qualche brillante dettaglio inserito dall’autore (in questo caso, veramente ‘brillante’) e la personalità del protagonista. Armand Pierucci è un bel tipo- baffi fuori moda, ‘occhi da cane attento alla ciotola’, una capigliatura folta che sembra ‘essere passata sotto il decespugliatore’. Pierucci ha fascino, anche se è timido e sovrappeso. Ama mangiare, come il nostro Montalbano, e naturalmente predilige tutti gli alimenti che fanno male alla salute: una crisi di iperglicemia lo costringe a dieta. Non è la fidanzata Livia che gli telefona, ma la madre (che lui preferisce non sentire). Il commissario che assomiglia a un dobermann ha anche un cane che ad un certo punto scompare- un’altra storia criminale dentro l’inchiesta principale. In trattoria conosce una bella vedova che insegna francese all’università di Verona- se son rose fioriranno… Aspettiamo le puntate seguenti. Marie-Hélène Ferrari, Il destino non c’entra, Ed. Lantana, trad. Francesco Bergamasco, pagg. 2 Adesso in libreria: Marie-Hélène Ferrari (segnalazione)

 

Marie-Hélène Ferrari Il destino non c'entra Lantana editore Traduzione di Francesco Bergamasco Pagine 224 Prezzo 16,50 euro Una sera come tante altre. Marie-Savéria attende che Paul-François, marito svogliato e lavoratore indolente, rincasi ubriaco dopo il solito giro dei bar di Bonifacio. Ma quella sera aspetterà invano. Paul-François è stato ucciso a colpi di pistola lungo la Marina della città. La donna vuole saperne di più; non vuole vendicarsi, ma solo mettere ordine nel suo destino rivolgendosi così ad Armand Pierucci, commissario della stazione di polizia della città. Quest'ultimo, magnetismo da dobermann e stazza da bulimico, si avvarrà nelle indagini del prezioso aiuto dei suoi due collaboratori, Finelli, duttile e a tratti malizioso, e Pieri, che si consola del tradimento della moglie con una bambola gonfiabile da cui non si separa mai. In questo microcosmo corso il commissario Pierucci scoprirà la seconda vita di Paul-François, una vita di ladro astuto e previdente, capace di mettere a segno colpi piccoli ma ben selezionati, tranne l'ultimo colpo: un colpo grosso, ma finito male. La testardaggine di Marie-Savéria, convinta che quella morte sia del tutto insensata, e la tenacia di Pierucci apriranno la strada alla soluzione. No, Paul-François non ha rubato la morte di un altro. Questa volta, il destino non c'entra. Estratto dal testo: Dalla sua finestra si vedeva il mare fino alla Sardegna, e dietro la sua casa c'erano la macchia e le montagne. La sua concezione del giardinaggio si riassumeva nel piantare ovunque le talee che trovava casualmente nel corso delle sue passeggiate, e nell'arginare la crescita della vegetazione riportandola a limiti accettabili. In poche parole, crescevano dovunque piante di ogni colore, le une sotto o sopra le altre, in un rigoglio di odori e forme assolutamente anarchico. Qualche sentiero si apriva senza razionalità in quel groviglio dove s'incrociavano panchine e tavoli su cui a volte si trovavano ancora vecchie bottiglie vuote di pastis, con l'etichetta erosa, che nessuno aveva riportato a casa. «Alcune persone non sono capaci di guardare negli occhi la realtà. Questa deve penetrare in loro dolcemente, insinuandosi, come di contrabbando. La verità, da cui ora Marie-Savéria veniva travolta, era l'evidenza di avere trascorso tanto tempo con un uomo che credeva di conoscere ma che in realtà non conosceva, un uomo di cui lavava le camicie sporche e stirava le mutande, che aspettava pensando fosse al bar a bere e la cui foto sul comodino fissava il nulla... Neanche la sua foto gli somigliava. E se Paul non somigliava neanche a sé stesso, a che cosa somigliava allora?». «Avà! Ci sono cose che non bisogna nemmeno pensare troppo forte».22, Euro 16,50 MARIE HELENE FERRARI " IL DESTINO NON CENTRA" Scritto da Administrator Giovedì 15 Settembre 2011 16:56 Una sera come tante altre. Marie-Savéria attende che Paul-François, marito svogliato e lavoratore indolente, rincasi ubriaco dopo il solito giro dei bar di Bonifacio. Ma quella sera aspetterà invano. Paul-François è stato ucciso a colpi di pistola lungo la Marina della città. La donna vuole saperne di più; non vuole vendicarsi, ma solo mettere ordine nel suo destino rivolgendosi così ad Armand Pierucci, commissario della stazione di polizia della città. Quest'ultimo, magnetismo da dobermann e stazza da bulimico, si avvarrà nelle indagini del prezioso aiuto dei suoi due collaboratori, Finelli, duttile e a tratti malizioso, e Pieri, che si consola del tradimento della moglie con una bambola gonfiabile da cui non si separa mai. In questo microcosmo corso il commissario Pierucci scoprirà la seconda vita di Paul-François, una vita di ladro astuto e previdente, capace di mettere a segno colpi piccoli ma ben selezionati, tranne l'ultimo colpo: un colpo grosso, ma finito male. La testardaggine di Marie-Savéria, convinta che quella morte sia del tutto insensata, e la tenacia di Pierucci apriranno la strada alla soluzione. No, Paul-François non ha rubato la morte di un altro. Questa volta, il destino non c'entra.

Vous devez être connecté pour poster un commentaire